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ENERGY BEET: Iniziata con successo la campagna di raccolta delle barbabietole da biogas in semina autunnale

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ENERGY BEET: Iniziata con successo la campagna di raccolta delle barbabietole da biogas in semina autunnale

ENERGY BEET: Iniziata con successo la campagna di raccolta delle barbabietole da biogas in semina autunnale

Bologna, 27.05.2020

La semina autunnale della barbabietola è sempre stata, per questioni climatiche, prerogativa dei territori del Centro-Sud Italia. Le varietà utilizzate sono caratterizzate da una alta tolleranza alla pre-fioritura, che è fondamentale per ottenere una migliore produttività, quindi un maggior peso della radice, e il ridotto rischio di inquinamento causato da piante portaseme. Spinta dai cambiamenti climatici in atto e dal crescente aumento delle temperature lungo la penisola, SESVanderHave ha iniziato a testare anche al Nord Italia nuovi materiali genetici già diffusi con successo in Andalusia, Nord Africa, Iran e Siria.

“I risultati a pieno campo che si stanno registrando in una ventina di aziende agricole dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia confermano le già ottime performance ottenute nei campi varietali delle annate precedenti – commenta Massimo Zaghi, sales manager della SESVanderHave -. Gli agricoltori ci segnalano valori più che soddisfacenti per quanto concerne la resistenza alla pre-fioritura; la precocità nel raggiungimento del peso radice ottimale; la resa qualitativa con saccarosio sui 15° gradi polarimetrici oltre ad una massa verde molto importante (in media oltre 70 t/ha) che potrà essere ben sfruttata negli impianti di biogas o biometano”.

Florindo Martini, titolare della omonima azienda agricola con annesso impianto di biogas da 1MW in località Maccacari di Gazzo Veronese, tiene a precisare: ” Rispetto alla coltura in semina primaverile ho ridotto il diserbo ad un solo trattamento in pre-emergenza ed ho evitato interventi irrigui e costosi trattamenti anti-cercosporici. La possibilità poi di insilare la barbabietola in consociazione col frumento, anche in caso di trinciatura tardiva, facilita enormemente la digestione della fibra del cereale a paglia e previene la formazione degli strati galleggianti”